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Articoli

“Gioco con la natura»

di Beniamino Sidoti.
Esperimenti, cartine, collezioni: la meraviglia del mondo la si scopre osservando e vivendo la natura,
in un approccio diretto che predispone all’esperimento prima che alla descrizione.
La metodologia dell’esplorazione naturalistica nei libri per bambini e ragazzi.
Articolo tratto dalla Rivista LiBer, n. 106 (2015), p. 45-47

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«Strade aperte per una lettura accessibile»

di Elena Corniglia.
L’editoria si rivolge a bambini e ragazzi con disabilità attraverso numerose proposte: è necessario puntare a libri che sposino la qualità progettuale al rispetto delle esigenze specifiche dei piccoli lettori.
Articolo tratto dalla Rivista LiBer, n. 116 (2017), p. 18-20

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«La decostruzione degli stereotipi»

di Federica Mantellassi.
Educazione e parità di genere in un percorso tra i libri che mirano all’abbandono di modelli precostituiti
Articolo tratto dalla Rivista LiBer, n. 113 (2017), p. 42-45.

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«El amor y Mafalda. Gracias Quino»

di Javier Flor Rebanal.
Frammento tratto dall’articolo della rivista spagnola Peonza, n. 135 (2021),  p. 25-27. Traduzione a cura di Belén Sotelo

Mafalda è uno dei personaggi più famosi dei fumetti, con “ammiratori” in più di trenta paesi, inclusa l’Argentina, Paese in cui  nacque e morì.
Il suo atto di nascita dice: Buenos Aires, 29 settembre 1964. Suo padre, Joaquín Salvador Lavado, detto Quino, di professione umorista grafico, la iscrisse quel giorno nelle pagine della rivista Primera Plana.
Sua mamma è Raquel, così viene nominata in diverse strisce. I suoi nonni, quelli di Quino, spagnoli. I suoi amici: Manolito, Felipe, Susanita, Miguelito, Libertad. La sua casa: Via Chile 371, nel popolare quartiere San Telmo, non molto lontano da “La casa Rosa”, il colore che gli argentini hanno scelto per il centro del suo governo. Ottimisti. […]

Cos’è l’amore secondo Mafalda?
Una domanda universale alla quale Mafalda risponde con la sua particolare misto di saggezza e senso dell’umorismo:
“Voi cosa pensate dell’amore, Manolito?” chiede Susanita al suo amico.
“Dell’amore a cosa?”
Perché l’amore non deve essere per forza verso qualcuno, nemmeno essere un amore romantico e sdolcinato, oppure tormentato e segreto, o essere vincolato ad una persona.
In un’altra striscia, Manolito si trova circondato da uccelli e farfalle propri della primavera, la “stagione dell’amore”:
“Ecco la primavera con il suo solito assortimento” dice Manolito.
Anche questo è amore -o no- verso la primavera.

Chi conosce Mafalda sa che Quino non la farebbe mai protagonista di storie di principesse o di un amore romantico. È alla sua amica Susanita che corrispondono quei cliché, in una versione così esasperata da risultare irrimediabilmente comica.
In una striscia Mafalda e Manolito conversano sull’amore, lei lo descrive come “galleggiare tra tulle mentre ascolti musica di violini”, ma per lui, invece, è come “dondolare su di un’amaca mentre fai casino con un tamburo”.
Per tanto, l’amore secondo Mafalda, e quindi secondo Quino, parla molto di più di amicizia, compassione, empatia e solidarietà, di amore per l’altro e per sé stessi e di amore per le piccole cose della vita: la radio, i Beatles, Picchiarello, i libri o le caramelle.
E, naturalmente, ci parla anche del suo opposto: l’odio, la gelosia, l’incomprensione, l’egoismo.
Quino lo sa: l’immaginazione di una bambina è molto più grande di quello che ci dicono.

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In gioco c’è…la lettura!

di Elena Corniglia.
Incursioni e occasioni di accessibilità sul terreno dei libri-gioco, oggetti di confine dove è protagonista la contaminazione tra forme materiali e funzioni.
Articolo tratto da LiBer, n. 121 (2019), p. 52-54

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Diritti e pari opportunità: per la partecipazione dei bambini con disabilità

Diritti e culture, di Vera Salton
Vi proponiamo un articolo scritto da Vera Salton, che anche se scritto nel 2013, l’attualità del messaggio rimane sempre valida.
Articolo tratto da Andersen, n. 307 (2013)

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OTTOBRE: Per una cultura della pace e della non violenza…con Rodari!

Nei panni dell’amico, Manuela Trinci

Fin dai primi giochi di finzione i piccolissimi imparano a sperimentare l’empatia con l’altro, tra condivisioni e
differenze.

Articolo tratto da LiBer, n. 107 (2015), p. 44-47

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